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IN CARTELLONE Piccole commedie (sola lettura) sull'IMMONDO del Lavoro tratte da «TEATRO» (2037 pgg.): Capolavoro letterario del genio creativo umano. 
AUTORE Vincenzo DE BIASE: tromboleggiante scrittore del Teatro immaginario.
ONLINE 24 ore su 24
INFO Sala Stampa /Sala/Scene: 1-3/Epilogo
CONTATTI www.teatroabracadabra.it/ Botteghino
PAGINA FACEBOOK @teatroabracadabra.it; 
https://www.facebook.com/www.teatroabracadabra.it/

l'Abracadabra, Teatro Immaginario | Napoli



L'ubicazione 
Concretamente situato nell'encefalo di Vincenzo De Biase: Scrittore sui Generis, il Teatro, idealmente, è ubicato in Marechiaro: un piccolo borgo che si trova nel quartiere Posillipo a Napoli. Lo scribacchino, ai minimi storici di credibilità nel suo entourage,  ha preferito questo luogo per diversi motivi: 1º) la bellezza del posto assolutamente impressionante; 2º) dovendo costruire un teatro sull' ‘acqua’, ha ritenuto opportuno scegliere una località da dove si potesse ammirare la vista panoramica dell'intera città di Napoli (Stadio san Paolo, compreso): dal Vesuvio fino alla penisola Sorrentina e all'isola di Capri; 3º) la postazione gli permette di controllare dall'alto l'eventuale venuta di suoi nemici vecchi e nuovi; 4º) così come capitò a Salvatore di Giacomo (scrisse una delle più celebri canzoni napoletane poiché ispirato da una finestra sul cui davanzale campeggiava in bella mostra un garofano - la famosissima fenestrella di Marechiaro -)  il De Biase crede che per il solo fatto di ‘accatastare’ il suo Teatro da queste parti e sistemare sul davanzale della celeberrima finestra (rimirandosela per tutta la giornata) un garofano rosso, il suol Librone possa diventare un Bestseller.

Nota:  il  De Biase ha optato per il colore rosso (del garofano) non perché simbolo dell'amore, fascino, distinzione, ma poiché da lui ritenuto, erroneamente, emblema della festa DAL lavoro.


L'Architettura 
Il Teatro, molto decoroso e per certi aspetti, raffinato, si rifà quale modello di riferimento al Teatro all'Italiana. L'edificio è stato costruito nel 2013 (maggio) su progetto dello stesso V. De Biase. I lavori sono stati ultimati in circa 20 ore ad un costo, tutto sommato, irrisorio.  L'esterno presenta un pronao corinzio esastilo; in alto il fabbricato è sovrastato da un'enorme cupola emisferica: l'ossatura è una struttura metallica reticolare che s'appoggia ad un sistema di rulli: atto a consentirne gli spostamenti dovuti alle variazioni di temperatura. L'edificio è stato ricostruito nel settembre 2013 in soli quattro minuti (backup), sempre su progetto dello scrittore, dopo un incendio da lui stesso appiccato: il rogo lo ha distrutto nella notte del 20 giugno 2013 (il fuoco ha distrutto il Teatro, e non l'imbrattacarte). La ricostruzione lo ha restituito alla città di Napoli nelle sembianze attuali, eccetto, i colori, che sono rimasti quelli originari: decorazioni in argento brunito, con riporti in oro (similoro). Il Pennaiolo ha ricavato dall'infrastruttura, successivamente, un altro Foyer: ubicato al secondo piano. La Sala: “Sesamo”, assicura una capienza di duemiladuecentotrentadue posti. La stessa Sala è stata restaurata dalla scribacchino poco tempo dopo (causa spandimento) e, su consiglio di Donna Rosa: il portiere, ha messo su un impianto di climatizzazione per il quale il flusso dell'aria è immesso nella Platea attraverso una bocca posizionata al di sotto di ognuna delle poltrone, ed in ogni singolo Palco. Lo Scribacchino, una domenica di ottobre (2014) ha restaurato la Tela (gigantesca) posta a decoro del soffitto della Sala. Ai chiodi necessari, e alle siringate (circa 4000) per il fissaggio delle pellicole pittoriche, ci ha pensato sempre lo Scrittore. L'acustica dell'AbrAcAdAbrA  è perfetta grazie sempre all'intiuzione di Donna Rosa, che ha suggerito di sollevare appena appena il soffitto della Sala, e di abbassare il Velario. La "portinaia" sostiene che in questo modo si venga a creare una sorta di camera acustica: come se ci fosse un enorme tamburo sopra le platee (mah!). Sempre lei, il portiere, ha suggerito di collocare delle balaustre non lisce, particolari elementi decorativi interni e una serie di piccole increspature. Questi accorgimenti si sono rivelati fattori determinanti perché il Teatro potesse essere capace di assorbire il suono senza che questo venisse riflesso, con la conseguenza di avere un brutto riverbero.

La Configurazione 
L'edificio adibito a Teatro è ideato di: cinque piani, un'ampia terrazza che lo sovrasta totalmente, e un monumentale Scalone (Area di Transito) che - unitamente ad un ampio ascensore - collega tutti i piani dell'Edificio (dai Sotterranei alla terrazza). A piano terra: il Botteghino e il Guardaroba. Poco distante, sullo stesso piano, la Sala operativa - antincendi -. Contigui al Teatro: l'Accademia (Canto singolo e corale, recitazione, danza, grammatica, e zumba fitness) e la Sartoria Teatrale. Les Toilettes sono ubicate ad ogni piano dell'edificio (Area Servizi). Al primo piano: la Buvette, il Foyer e la Sala Sesamo (platea). Comunicante col Palcoscenico: la Buca d'Orchestra, la Buca del Suggeritore, i Camerini per gli artisti (Area Artisti), e il Laboratorio per le lavorazioni artigianali degli allestimenti scenici con annesso studio Stage designer (Scenografia's).  Al secondo piano, configurato il Foyer e l'accesso ai palchi stessi. Al terzo piano, oltre al terzo ordine di palchi della Sala, gli uffici: Affari Illegali (OIA), Affari Legali (OLA), Direzione Artistica (OAD), Gestione dei Personaggi (OCR), Segreteria (OAM), Amministrazione (OAO), Stampa (OPO).  Il Ristorante (con terrazzo: ampio, coperto e riscaldato) ha trovato ‘ospitalità’ al quarto piano nella prestigiosa ‘Sala delle Feste’. Allo stesso piano anche il quarto ordine di palchi della Sala. Al quinto e ultimo piano, il loggione. Nei sotterranei ubicati: il Caveau e l'Oubliette (la prigione).
 
La direzione